Un sondaggio-shock sulle posizioni etico-politiche del popolo di Centro-Destra

Luigi De Marchi  -  sabato, ottobre 04, 2008

COMUNICATO STAMPA

E’ stato presentato in questi giorni, a Roma, il nuovo libro dello psicologo e politologo Luigi De Marchi, significativamente intitolato“Svolta a Destra ?” e pubblicato dall’Armando Curcio Editore. Particolare rilievo hanno avuto gl’interventi del Ministro dell’Innovazione Renato Brunetta e del Presidente del Gruppo Parlamentare del PdL alla Camera Fabrizio Cicchitto, ma al dibattito hanno partecipato anche altri illustri esponenti del mondo politico e culturale: da Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanità del Senato, a Luigi Compagna (Commissione Affari Esteri del Senato), da Lucio Malan (Commissione Affari Costituzionali del Senato), da Enrico Pianetta (Commissione Affari Comunitari della Camera) a Simona Vicari (Commissione Industria e Turismo del Senato), che hanno tutti espresso vivo apprezzamento per il nuovo libro di De Marchi. Il dibattito è stato coordinato dal Sen. Tomassini e dal politologo e opinionista Marco Taradash.

Svegliati Obama! E ridimensiona i generali

Luigi De Marchi  -   20090901

Poco dopo aver assunto il comando delle Forze NATO in Afganistan il Gen. Stanley McChrystal ha consegnato un rapporto in cui dichiara: 1) che la situazione della guerra contro i talebani "è grave"; 2) che la guerra peraltro "si può ancora vincere"; 3) che bisogna però, a tal fine, "cambiare radicalmente strategia" e 4) che è indispensabile inviare nuove truppe (32.000 uomini ?) sul teatro della guerra.

Obama innovatore? Purtroppo no: è la solita zuppa

Luigi De Marchi  -  domenica, marzo 01, 2009

Come tanti altri terrestri che non si rassegnano al pessimismo, anch’io avevo sperato che l’elezione di Obama alla Casa Bianca potesse segnare l’inizio di una nuova era per la politica interna ed estera degli Stati Uniti e, forse, di tutto l’Occidente. Ma l’annuncio di alcune cruciali iniziative di Obama sul fronte interno e internazionale mi ha profondamente deluso, costringendomi a rivedere molto, molto al ribasso le mie speranze ed aspettative ed a riconoscere che il Grande Innovatore sta per servirci la solita zuppa di furbizie e di scemenze.

Napolitano: tricoteuse e prefica

Luigi De Marchi -   mercoledì, giugno 18, 2008

Il supplemento culturale di “Repubblica” del 17 giugno 2008 dedica un’intera pagina alla cronaca d’un evento semi-clandestino svoltosi di recente a Budapest: e cioè alla presentazione (riservata a una decina di persone d’una fondazione storiografica) delle registrazioni del processo contro Imre Nagy, primo ministro ungherese e leader della rivoluzione anti-sovietica del ’56 schiacciata nel sangue dagli eredi di Stalin.

L’ultima, pericolosa idiozia della “sinistra intelligente”

Luigi De Marchi  -  Lunedì, gennaio 19, 2009

Il settimanale della nostra “sinistra intelligente”, “L’Espresso”, dedica il servizio di copertina, intitolato “Liberi di evadere”, all’ennesimo linciaggio fiscale dei lavoratori autonomi del settore privato (piccoli imprenditori e coltivatori, negozianti, liberi professionisti, artigiani ecc.) accusati ancora una volta di essere la rovina dell’Italia e del suo bilancio con le loro presunte evasioni fiscali.
E per illustrare il suo peregrino “J’accuse” la copertina del settimanale mostra un elegante e acrobatico piccolo imprenditore che vola allegramente su un tappeto volante di banconote, al di sopra dei cieli burrascosi del disavanzo italiano.

La società aperta e i suoi nemici

Luigi De Marchi  -  lunedì 7 settembre 2009

Con questo titolo il filosofo austriaco Karl Popper pubblicò nel 1945 un'opera fondamentale in cui indicava in alcuni famosi pensatori (Platone, Aristotele, Friedrich Hegel e Karl Marx) i "cattivi maestri" delle concezioni dogmatiche e chiuse della società umana.

La cultura vedovile dei sessantottini

Luigi De Marchi  7 settembre 2009

Il cinema italiano, di cui molti si affannano a celebrare la rinascita, dopo averci dato brevi momenti di speranza con film come “Pane e tulipani” di Soldini o “Prendimi l’anima” di Faenza o “Il cuore altrove” di Avati, sembra ripiombare nel clima mortuario creato instancabilmente dalla cultura vedovile del sinistrese.

La crisi mediorientale e le nostre dirigenze ottuse

La crisi islamica e l’ottusità delle dirigenze occidentali
Luigi De Marchi  -  18.12.06

L’editoriale di apertura del “Corriere della Sera” di ieri, intitolato “Il paradosso democratico” e attribuibile al Direttore in quanto privo di firma, mi sembra simboleggiare bene il ritardo angosciante con cui il mondo politico e culturale occidentale in genere, ed italiano in particolare, comincia a prendere coscienza dei problemi di fondo della crisi mediorientale che le mie analisi psicopolitiche segnalano da molti anni alle nostre dirigenze politico-culturali. Ma le soluzioni di quei problemi da me propo-ste per anni dai microfoni di Radio Radicale restano del tutto ignorate o snobbate da queste dirigenze ottuse. Ora però, a mio parere, la nostra protesta deve farsi ancora più accesa e indignata perché si tratta di un’ottusità che mette a repentaglio la nostra stessa vita e le speranze umane in un avvenire di pace e di libertà.

Dalla Francia, con torpore

Luigi De Marchi  20090801

Tzvetan Todorov, critico, storico e filosofo nonché direttore del celebrato Centre National de Recherche Sociale di Parigi, ha tentato finalmente una radicale demolizione del mito del ‘68 con un breve saggio presentato solennemente da “Repubblica” in un paginone della sua rubrica “Idee”. Come ho già avuto modo di segnalare altre volte, la nostra provinciale cultura dominante , mentre imbavaglia sistematicamente le voci italiane innovative, è sempre pronta al panegirico dei novatori d’oltralpe, anche se le loro “scoperte” arrivano con anni o decenni di ritardo rispetto ai propri disprezzati connazionali.

Amerika, Impero del Male

Luigi De Marchi  - sabato 5 settembre 2009


Qualche settimana fa ho cercato di analizzare le motivazioni della simpatia, anzi dell’amore sviscerato per i dogmatismi politici e religiosi antiliberali e antioccidentali, che hanno caratterizzato tanta parte della cultura europea dall’inizio del ‘900 ai nostri giorni. E avevo paragonato l’odio infantile e parricida che tanti intellettuali del nostro tempo provano per la società liberale che li ha generati al disprezzo nutrito da tanti rampolli viziati e capricciosi dell’odierna classe media per le loro famiglie permissive. Negli ultimi anni, però, questo furore antioccidentale si è focalizzato sempre più ossessivamente ed esclusivamente sugli Stati Uniti e sugli Americani, da scrivere naturalmente col Kappa per meglio assimilarli, anzi equipararli ai nazisti.