Professori d’economia. Somari in psicologia

Luigi De Marchi  -  sabato, marzo 07, 2009

I giornali riferiscono, con la consueta esultanza masochista, che anche Tremonti ha abbandonato il moderato ottimismo dei mesi andati, si è allineato al nero pessimismo dei suoi colleghi stranieri e ha dichiarato: “Il 2009 sarà un anno terribile”.

Le cassandre ottimiste dell’economia

Luigi De Marchi  -  lunedì, settembre 08, 2008

Siamo a posto, amici. Due super-esperti come il Commissario europeo all’Energia, Piebalgs, e il presidente della Commissione Economica Europea, Almounia, ci hanno solennemente rassicurato in questi giorni, dal pulpito autorevole del Convegno di Cernobbio, sul futuro prossimo e remoto del pianeta e dell’Europa. Piebalgs ha profetizzato che il prezzo del petrolio si stabilizzerà a breve sui 100-110 dollari al barile e Almounia si è spinto anche più in là, annunciando che la crisi economica è agli sgoccioli e che la ripresa arriverà alla grande entro la fine dell’anno. Anche Piebalgs e Almounia appartengono dunque a una specie bizzarra che, nel mondo economico, cresce e si moltiplica da duecento anni almeno: quella delle “cassandre ottimiste”, cioè dei profeti di Bengodi che però, loro malgrado, si rivelano terribili cassandre, sia perché portano sfiga col loro ottimismo programmatico, sia perché le loro profezie vengono regolarmente smentite dalle realtà drammatiche che la storia ci va servendo.

Anche la Cina stretta nella tenaglia cibo-energia

Luigi De Marchi  -  mercoledì, maggio 14, 2008

“Ogni mattina – dice Li Fuchen – vado a fare la spesa con questo incubo: quanto maiale riuscirò a portare a casa ? Un anno fa il macellaio voleva 8 yuan per mezzo chilo. Oggi me ne chiede il doppio. Il riso è rincarato dell’80% e l’olio per friggere è aumentato del 50% in soli sei mesi. Un anno fa riuscivo a comprare cinque chili di carne al mese per tutta la famiglia. Oggi posso comprarne sì e no la metà. E certe mattine al mercato devo scegliere solo gli scarti della verdura, quella quasi andata a male, per risparmiare qualche spicciolo…Ora i tre quarti del nostro reddito se ne vanno per la spesa alimentare. E spendiamo di più per mangiare peggio”.