La sete, un dramma che smaschera tutti i leaders politici e religiosi

Luigi De Marchi  -  17 marzo, 2009

Il 16 marzo si è aperto a Istanbul, in Turchia, il Quinto Forum Mondiale sull’Acqua. E’ una delle tante buffonate ciclicamente organizzate dalle Nazioni Unite per lanciare solenni promesse di soluzione o almeno di riduzione delle massime piaghe del genere umano (dalla fame al lavoro schiavo dei bambini, dalla guerra alla brutalizzazione della donna, dalla deforestazione alle migrazioni disperate): promesse che, negli anni successivi, risultano poi essere solo altrettante menzogne regolarmente smascherate dai fatti. E difatti anche “L’Espresso”, il settimanale della sinistra intelligente, scriveva già qualche anno fa che “l’orgia di chiacchiere dei Forum non ha fatto aumentare d’un solo litro l’acqua disponibile per le moltitudini assetate”.La buffonata inscenata anche quest’anno, come già nel 2006 e nel 2003, intorno al dramma della sete e della desertificazione si distingue dalle altre, però, perché non si presta alla solita incriminazione dell’Occidente liberale che è tanto cara alla demagogia politico-religiosa nostrana e terzomondista.

Le benemerenze demografiche della dirigenza cinese

Luigi De Marchi  -  lunedì, gennaio 28, 2008

Negl’incontri che si sono tenuti a Vienna un paio di mesi fa per concordare le politiche e gli obiettivi da adottare per scongiurare il rischio del riscaldamento planetario e, in genere, dei cambiamenti climatici prodotti dalle emissioni di gas serra è finalmente emersa la drammatica connessione tra sovrappopolazione, inquinamento e clima che i demagoghi delle religioni dogmatiche e delle utopie rivoluzionarie, insieme ai loro lustrascarpe della politica, dell’economia, della cultura e dell’informazione, hanno sempre preteso di negare.

La fede fanatica smuove le montagne

Luigi De Marchi  -  2006

Satu Hassi, già Ministro finlandese dell’Ambiente, ha pubblicato di recente sul Notiziario della Commissione Ambientale Europea un articolo intitolato “Il pianeta assetato” ove fornisce vari dati angoscianti sulla rapida riduzione dei ghiacciai a causa dell’effetto serra e sul colpo devastante che tale riduzione è destinata ad infliggere all’ecosistema mondiale e alla già disperata condizione di miliardi di esseri umani.
“Metà della popolazione del pianeta – ricorda Satu Hassi – attinge le sue risorse d’acqua dolce a fiumi che hanno le proprie sorgenti nei ghiacciai. I ghiacciai himalayani, ad esempio, alimentano 7 grandi fiumi asiatici (il Gange, l’Hindu, il Brahmaputra, il Salween, il Mekong, lo Yang Tze e l’Huang He – che assicurano il fabbisogno d’acqua dolce ad oltre due miliardi di asiatici. Ma i ghiacciai himalayani stanno riducendosi rapidamente: secondo l’Accademia Cinese delle Scienze, ad un ritmo del 7% l’anno, che li dimezzerà entro cinquant’anni.

La crisi mondiale e l’amara vittoria dei denatalisti

Luigi De Marchi  -  lunedì, aprile 14, 2008

Mentre il mondo sembra ormai scivolare rapidamente verso la sua crisi terminale e la Terza Guerra Mondiale, emergono con chiarezza le follie dei negatori della questione demografica e le ragioni vincenti dei pochi fautori della regolazione delle nascite che, come me, annunciano da molti decenni la catastrofe oggi incombente tra gl’insulti e i sarcasmi dei mediocri detentori del potere religioso, politico e accademico. Questo memento si rende necessario non solo per riparare allo scandalo di un linciaggio sistematico e per ricordare al pubblico che, quasi un anno fa, cioè quando nessuno ne parlava, annunciai l’imminente disastro alimentare in un’apposita puntata di questa rubrica, ma anche e soprattutto perché forse, così facendo, qualche leader capace di autocritica (ammesso che ce ne siano) comincerà ad ascoltare le nostre analisi, le nostre anticipazioni e i nostri consigli.

Fatema Mernissi: speranza o illusione?

Luigi De Marchi  -  sabato, settembre 20, 2008

Sta arrivando in libreria “Le 51 parole dell’amore – L’amore nell’Islam dal Medioevo al digitale”, un saggio della scrittrice marocchina Fatema Mernissi pubblicato una ventina d’anni fa e ripubblicato ora dalla Giunti in edizione aggiornata e ampliata.
E’ un saggio interessante che sostiene una tesi ricca di speranza (o di illusione?): e cioè che l’Islam può trovare non nel petrolio o nella violenza ma nell’amore il bene più prezioso e apprezzato da esportare in Occidente.

Africa: vergogna dei leaders religiosi, politici e scientifici

Luigi De Marchi   2005

Il “Venerdì” di Repubblica pubblicava il 27 maggio un ampio servizio di copertina interamente dedicato all’Africa e intitolato “Africa – Da un anno fa ad oggi altri 10 milioni di persone sono morte per fame, malattie, guerre. Insomma, nulla è cambiato”. Il servizio, che traccia un bilancio catastrofico della situazione africana e degli sforzi fallimentari compiuti dall’Occidente per soccorrere quelle popolazioni, merita un commento approfondito perché mi è sembrato un esempio emblematico dell’incredibile rimozione della “madre di tutte le tragedie contemporanee”, appunto l’esplosione demografica, che accomuna le nostre dirigenze mediatiche, religiose, politiche e scientifiche al di là delle loro divergenze abissali in tanti campi e che conferma il primato dei fattori psicologici nella dinamica socio-politica del nostro tempo.
In dieci fitte pagine, l’articolo riesce infatti a descrivere sia gli aspetti generali che qualche episodio più orripilante della tragedia africana e ad intervistare sulla questione le più diverse autorità politiche, religiose e scientifiche, ma senza dedicare una sola riga, una sola parola ai cruciali fattori demografici di quella tragedia, posti tra l’altro anche alla base della marea immigratoria che sta travolgendo la civiltà liberaldemocratica europea.