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Criminal minds

di Fabio Franchi 20130411

In precedenti interventi mi ero domandato se i provvedimenti controproducenti del governo Monti fossero sintomo di pura idiozia oppure se facessero parte di un disegno perverso. Ora sono propenso a privilegiare la seconda ipotesi. Infatti non è possibile che ancora adesso (aprile 2013) Monti seriamente si vanti dei suoi risultati, cioé “di aver messo a posto i conti dello Stato”. Quando – qualche mese fa - gli fu chieso un commento sulla ripresa, aveva risposto: “la ripresa non è (ancora) nei numeri, ma è dentro di noi” (sic!).

Ma ora i numeri si sono ingranditi e dovrebbero essere in grado di essere compresi anche da quelli intellettualmente meno fortunati. Quindi Monti, che invece fa bella mostra di non comprenderli, segue una strategia folle o criminale. Quella di segare il ramo dell’albero su noi italiani siamo seduti.

Ora più di prima quei dati macroeconomici sono impietosi, e purtroppo confermano le previsioni più pessimistiche delle persone di buon senso.

Le imprese che ancora sopravvivono sono alla canna del gas, ed il presidente di Confindustria e le associazioni delle piccole medie imprese lo vanno ripetendo in termini sempre più allarmati (“siamo al collasso” è l’espressione più usata). Gli appelli a pagare i crediti dovuti dalla pubblica amministrazione, che mettono in crisi tutta la filiera produttiva, per ora si scontrano con la tattica dilatoria di Monti, e l’incapacità di gran parte dei politici a capire l’urgenza di tale rimedio.

Infatti, se si sfalda quel che resta dell’ “impresa Italia”, cadiamo tutti.

Le cifre dei debiti sono probabilmente molto maggiori dei 90 miliardi di cui si parla. Ad esse sono da aggiungere i 10 miliardi del buco dell’INPDAP (cassa degli statali che si è fusa con l’INPS) ed i 30 miliardi non pagati dallo stato allo stesso ente. Niente ha fatto Monti durante il suo regno in questo senso: delle decine di miliardi che si era impegnato a sbloccare già nell’aprile 2012, nessuno ha visto un centesimo né allora né poi (però è stato veloce  a sganciarne 4  alla fraudolenta Monti dei Paschi e decine all'Europa per salvare le banche spagnole ...)

Posti di lavoro persi, disoccupazione al galoppo: tutti ne parlano ma quel che si sottace è che essa riguarda solo il popolo dei produttori. Nella pubblica amministrazione nessun licenziamento, nessun taglio agli stipendi ed alle pensioni, nonostante tutti sappiano quanto i pubblici dipendenti siano in sovrannumero e per la metà del tutto inutili. E nonostante ciò siano beneficiati di un regolare stipendio. Pagato dallo stato. Con le tasse estorte ai produttori, come De Marchi andava ripetendo.

Nessun sensibile taglio agli sprechi è avvenuto nonostante sia stato anche questo un impegno solenne del sobrio professore.

La pressione fiscale aumentata a dismisura ed il conseguente ristagno economico hanno portato non solo ad impoverirci, ma – come previsto da alcuni e da me stesso denunciato - a minor gettito fiscale; nel mentre le spese pubbliche sono aumentate. Ora che il rapporto deficit/PIL è arrivato al 130%, che dice Monti? Che lo spread è momentaneamente diminuito e per tale motivo è soddisfatto! Certo, immaginiamo già che quando tra poco arriverà la tempesta, avrà la faccia tosta di commentare: “Visto quel che succede senza di me?”

Purtroppo il panorama politico italiano non è incoraggiante: persone valide sono state messe in disparte in tutti gli schieramenti. Le discussioni inconcludenti si prolungano. Nella situazione attuale, forse l’unica soluzione perseguibile con rapidità è riportare a galla Renzi come premier e la Bonino come capo dello stato. Forse riuscirebbero ad identificare le urgenze ed eviterebbero lo strazio di un Prodi o di un Bersani, loro sì veramente impresentabili ed incapaci.

PS Non ho accennato ai Grillini perché, per quante ragioni di protesta abbiano, ora portano allo stallo totale, ora esiziale.