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“11 settembre” e manipolazione dell’opinione pubblica su scala planetaria

Fabio Franchi - Giovedì, 11 Settembre 2014.

Siamo arrivati al fatidico anniversario ed è perciò opportuno un ripensamento agli attentati terroristici contro le torri gemelle di New York, 13 anni fa. Infatti la maggior parte delle persone continua stranamente a prestar credito alla versione ufficiale, che viene tramandata da televisione e giornali, dal cosiddetto “mainstream”.

Capiamo benissimo che mettere in dubbio tale versione apre scenari molto foschi, ma non possiamo rinunciare a pensare con razionalità né ad evidenziare le sue mostruose falle. Il nostro stupore è alimentato principalmente dal radicamento nell’opinione pubblica della incredibile storia degli attentatori isalmici suicidi, nonostante le dimostrazioni inequivocabili della montagna di falsità a cui si è dovuto ricorrere per “costruirla”. Insomma siamo di fronte ad una manipolazione molto ardita e riuscita dell’opinione pubblica a livello planetario. Si trattò di un attacco terroristico multiplo, coordinato, di grande difficoltà, che solamente una regia e mezzi molto sofisticati avrebbero potuto portare a termine. Altro che il parto criminale di un capo jiadista nascosto in qualche grotta dell’Afganistan!

Rivediamo allora alcune delle domande a cui finora non è stata trovata risposta convincente:

A) E’ possibile credere che due piloti dilettanti alla guida di aerei passeggeri sapessero centrare perfettamente le torri manovrando a vista? Vollero farci credere persino che uno di essi avrebbe seguito un corso di volo su un piper, prima di gettarsi nella grande avventura! Un po’ come sostenere che aver imparato a condurre la bicicletta permetta tout court di guidare una Ferrari di formula uno nel Gran Premio, e di vincerlo pure!

B) Se un grattacielo è stato colpito su un lato, perché non è caduto verso il lato lesionato? Potrebbe essere un miracolo per chi non si sente di escludere che anche quelli accadano talvolta, ma se è successo anche all’altra torre, e così è successo, è un bel problema a doverlo spiegare. Infatti le torri sono collassate in perfetto assetto verticale. Come gli edifici nelle demolizioni controllate ben riuscite.

C) Il pentagono è stato colpito di lato e neanche un pilota abilissimo saprebbe guidare un boeing 747 rasoterra su un terreno ondulato per centrare perfettamente quel basso edificio (è alto 23 metri,3 metri più dell’aereo!). Alcuni hanno chiesto: mostrateci qualche foto di quell’aereo in arrivo (se ogni pompa di benzina ha delle telecamere di sorveglianza, è possibile pensare che ce ne fosse qualcuna funzionante attorno al pentagono, o no?). Domanda rimasta senza risposte, fotogrammi non ce n’è.

D) Il quarto aereo, caduto in Pennsylvania, ha lasciato solo una piccola buca ed i rottami non si sono neppure trovati (se si eccettuano tre pezzetti anonimi di cui due sicuramente fasulli), tanto che, imbarazzati, hanno persino suggerito che l’aereo fosse stato inghiottito dal suolo nell’impatto! Di solito un aereo sparge pezzi per centinaia e centinaia di metri quando cade e l’incendio che ne segue provoca una densa nube nera che si alza per lungo tempo. Ed i pezzi ritrovati sono di solito più di tre.

E) Anche l’unica fotografia di Bin Laden al momento del bitz delle teste di cuoio americanein casa sua è molto strana: appare come un vecchietto, di schiena, con il telecomando in mano e la berretta di lana in testa, intento a guardare la televisione, del tutto ignaro dell'arrivo in giardino di un elicottero militare prima e dell'irruzione dei Navy Seals poi. Se era così sordo, perché si è circondato di guardie del corpo sorde come lui? Come avrà fatto a coordinare per telefono i suoi uomini? Oppure si può ipotizzare che le teste di cuoio siano arrivate con degli aquiloni e si siano messe prima di entrare ... le pantofole per non far rumore? 

Insomma: nonostante siano bocconi molto grossi quelli che ci hanno offerto, molti, la maggioranza, li ha inghiottiti senza obiettare!